sabato, 12 aprile 2008 ¦
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Ora..RIDATECI I SOGNI!
on air:Extreme ways - Moby
lunedì, 07 aprile 2008 ¦
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Passi che il tuo partito è contro la costituzione.
Passi che sarebbe troppo facile dire che tu sei nato lì ed è troppo facile per te dire che io sono di qui
Passi che sei leader di un partito che è eletto in Italia ma si schiera, di fatto, contro l'Italia vista come nazione.
Passi che spesso dici la cazzata più grossa giusto per farti ascoltare.
Passi tutto ma i fucili no.
In qualunque altro posto del mondo ti saresti preso una denuncia per minacce, qui non succede nulla se non una risata generale e un invito di uno qualunque, Io, a tirarti su le maniche e a vedertela da uomo. Sei grande ormai, basta cazzate.
domenica, 06 aprile 2008 ¦
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[...]è vero era lei
la mia destinazione
io come un pendolino
verso la sua stazione
era davvero lei
vi sembrerà scontato
ma non si vede un velo
finchè non s'è levato
è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
era soltanto lei
a dare un ritmo al tempo
lei che rubava luce
e regalava vento
E fu per lei che un giorno
si inventò l'inferno
il senso più malato
della parola eterno
si è vero era lei
tutta la sofferenza
lei era malattia e poi e poi
e poi convalescenza
Ed era sempre lei
la mia filosofia l'integralismo puro
la vera ortodossia
e ancora lei la nota
che ho sempre avuto in testa
la bocca disegnata
dalla mia mano destra[...]
Domani sera stapperò una birra, la agiterò, ne verserò un po' addosso a Vincenzo e poi mi riberrò tutte le lacrime che ho versato in quel maledetto giorno di Giugno. Stregherò la paura, colorerò quell'angoscia che da quel giorno mi blocca, regalerò all'oblio un ricordo che nell'ultimo anno mi ha congelato la gioia di andare a vedere una partita di calcio. E se non sarà domani, allora aspetterò domenica prossima, convinto del fatto che quando un brutto ricordo si affaccia dalle tue parti così costantemente uno dei due è terribilmente di troppo. E io, io, io salgo. Io salgo! Salgo! E cambio la canzone di Daniele Silvestri con una indiscutibile regina del power up. Per tutti:
All or Nothing - Small Faces
(ascoltala qui)
I thought you'd listen to my reason
But now I see, you don't hear a thing
Try to make you see, how it's got to be
Yes it's all, all or nothing
Yeah yeah, All or nothing
All or nothing, for me
Things could work out just like I want them to, yeah
If I could have the other half of you, yeah
You know I would, If I only could
Yes it's yeah, all or nothing
Oh yeah, all or nothing
You'll hear my children say, all or nothing, for me
I didn't tell you no lies
So don't you sit there and cry girl
Yeah, all or nothing
Oh yeah, all or nothing
Oh yeah, all or nothing
D'you know what I mean
You got to, got to, go to keep on trying, yeah
All or nothing, mm yeah
All or nothing, to keep on working on to me
All or nothing for me, for me, for me
Come on children, yeah
All or nothing, yeah,yeah, yeah, yeah
All or nothing, I kept on singing to myself
All or nothing, yeah for me, yeah
E grazie.
giovedì, 27 marzo 2008 ¦
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se avete scoperto l'esistenza di un'identità comune reale e non solo internettiana,
se alle serate, circondati da facce mai viste, vi sentivate come a casa,
se all'angolo di ogni strada vi guardavate intorno per scorgere un parka,
se le emozioni che avete vissuto hanno alimentato un senso profondo di appartenenza,
se è partito il countdown per andare alla prossimo raduno Mod,
beh allora non ci son dubbi: il modernismo vi è scoppiato dentro...
è bello essere MOD!
(Senior, moderatore Italiamod.com)
Pasqua è Pasqua, poi mi dici
(Daniel, Teramo)
Ma quale cazzo di onore per voi, è un onore per me. Siete voi i giovani, voi dovete fare la storia. Avanti ragazzi. Cazzo...Benevento...
(Mazzeo, Torino)
Oggi è venerdì, è la migliore serata di tutte, secondo me.
(anonimo veneto)
Oggi é sabato, è la migliore serata di tutte, secondo me.
(anonimo perugino)
Oggi è domenica, è la migliore serata di tutte, secondo me.
(anonimo romano)
galleria fotografica del raduno vista dai Mods di Benevento(e Reggio Calabria)
QUI
Ci è andata veramente di gran lusso. Avanti così.
martedì, 26 febbraio 2008 ¦
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giovedì, 14 febbraio 2008 ¦
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Ci sono persone amiche degli amici, c'è gente che neanche se glielo spieghi, ci sono giornalisti impiccioni che portano la gente nei distinti, ci sono persone che vengono coinvolte in vergognose scale di pensiero, tendenti sempre a screditare chi fa di una "strana passione" un modus vivendi, ci sono quelli che parlano senza avere mai avuto il culo al freddo di una domenica pomeriggio piovosa di Gualdo o Montevarchi. E pure di Lecce in campo neutro col Taranto, cazzo.
Domenica in curva da me è successo un bel casino. Ultras contro regular , in uno scontro a chi vuole piu bene ai colori. Tragiche le conseguenze. Leggeri feriti, considerazione del movimento ai minimi storici, gente che scoreggia di bocca su internet su centri di coordinamento club e commandi ultras(senza sapere che il commando, pane e pummarola per definizione, è sempre stato ULTRA'). Opinione pubblica che fa l'opinione pubblica. Strano, asimmetrico, il concetto di opinione pubblica, sembrerebbe un concetto diverso da quello di opinione personale. Ma questi so' altri cazzi.
Ci sono momenti che sei talmente incazzato per la quantità di inesattezze messe a giro che ti viene voglia di chiamarle col proprio vero nome...CAZZATE
Mi si scusi. Ho perso ragionevolmente la testa. C'è uno strano destino che chiama all'appello quelli come me. Teso, consumato e arrossito riesco solo a cantare, pacato e, nonsisacome, decisamente incazzato una strofa di un pezzo che è storia nell'immaginario collettivo di una generazione di miti riproducibili:
Ebbene in un impeto di ribellione per tanta imbecillità
in quei giorni anche il busto di Lenin comincio' a lacrimare
ne parlo' perfino la Komsomolskaya Pravda
Vicino a Reggio Emilia in italia travolta da insolito disgusto
una scura statua del compagno Lenin ha pianto lacrime bianche
come le navi del porto di Arcangelo
anzi lo scrivo in MAIUSCOLO
EBBENE IN UN IMPETO DI RIBELLIONE PER TANTA IMBECILLITA'
IN QUEI GIORNI ANCHE IL BUSTO DI LENIN INIZIO' A LACRIMARE
NE PARLO' PERFINO LA KOMSOMOLSKAYA PRAVDA
VICINO A REGGIO EMILIA IN ITALIA TRAVOLTA DA INSOLITO DISGUSTO
UNA SCURA STATUTA DEL COMPAGNO LENIN HA PIANTO LACRIME BIANCHE
COME LE NAVI DEL PORTO DI ARCANGELO
(grazie agli offlaga disco pax per la genuinà carica di indignazione trasmessami)
sabato, 26 gennaio 2008 ¦
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Avviso ai naviganti: Questo post pomeridiano del 26 Gennaio, primo post dopo un lungo ritiro a privata vita, potrebbe essere pregno di rabbia.
Uno. Mi si stanno seccando le palle. Il prossimo che parla della mia città come del feudo in cui qualcuno agisce in maniera incontrollata da anni mi lascia anche l'indirizzo(non di posta) e lo massacro di botte a domilio.
Due. Hanno ragione i magistrati. E BASTA! E BASTA! E BASTA! Per lo meno durante tangentopoli non si faceva una battaglia ideologica sul senso della magistratura. A tangentopoli c'era gente che si SUICIDAVA. Ne vogliamo parlare...?
Tre. Governo caduto? Ma siamo sicuri?
Quattro. Dopo anni ho detto addio alla mia squadra di calcio a 5. Dopo tante battaglie verso l'allenatore/presidente/giocatore/general manager ho iniziato a pensare che non servisse a nulla. Ho sperimentato sulla mia pelle l'ipocrisia di alcuni compagni e la smodata voglia di potere di certa gente, neanche si spartissero i lavori pubblici a Roma. Qualcuno ne uscirebbe sconfitto. Io no, so benissimo di aver fatto il possibile, sono uscito a testa alta quando lo dicevo io dopo aver detto cio' che pensavo, nella faccia di chi cazzo mi pareva. Senza colpi di testa, fuori programma, semplicemente parlando.
Cinque. Ci sta uno che paga n'altro, n'altro che ha ammazzato 5 ragazzi in mezzo alla via ad Appignano del Tronto, Ascoli, per una linea di abbigliamento, sfruttando l'onda lunga della notorietà post omicidio. Familiari delle vittime, abitanti di Appignano del Tronto, conoscenti, mai come in questi giorni sto bestemmiando un Dio che non esiste. Ho sperato esistesse solo per potervi garantire una vendetta, una bella vendetta da Dio vendicativo, un diluvio universale o una Sodoma e Gomorra. Voi vi meritate un inferno meritato, non una corrosione interna senza se e senza ma.
Sei. Odore di alcolici forti forti. Canucce. Poca birra, Corona e Ceres per lo piu'. Divanetti. Al mama's non ci vado più.
Sette. Stefania lavora. Si, lavora. L'atmosfera si fa distesa, più distesa. Entra nell'aria un profumo d'azzurro. E un colore sapor confetto.
Otto.Il pomeriggio non è azzurro, lungo si ma non azzurro. Smettiamola di piangerci addosso. E se non riusciamo a cambiare le cose...scegliamo il silenzio.
on air: La canzone del riformatorio - Baustelle
giovedì, 03 gennaio 2008 ¦
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giovedì, 27 dicembre 2007 ¦
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Dottor vitaActiva.
[opinare ponderare deliberare prevedere
escogitare ideare meditare concepire
elucubrare congetturare arbitrare giudicare
disserrare spalancare strombazzare armeggiare
appagare tracce rare
di chi è capace di operare
agire realizzare effettuare avverare
concretare esercitare lavorare addestrare
assuefare applicare elaborare manipolare
arrischiare rinunciare smanovrare ammansare
smandrappare detestare adorare esecrare]
Basterà questo, no?
See you soon. Davvero mo teng nu sacc e cos a fa. Torno a scrivere appena finisco i soldi.
on air: Cogli la mia rosa d'amore - Rino Gaetano
martedì, 04 dicembre 2007 ¦
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Un pomeriggio piovoso, una partita giocata male, una sostituzione e un allenatore che, malgrado ti abbia visto uscire dal campo in maniera riguardosa ed educata si permette di dirti che non accetti gli avvicendamenti. "Somatizzare", pensa il numero 14, "Somatizzare".
Oggi Giampiero sembra in forma. Oltre alle solite quattro risate in panchina oggi ha anche segnato. E non solo. Sembra avere l'agento vivo addosso, si fa il campo in lungo e in largo e spesso se ne va via. Ruba palla, l'avversario protesta per il fallo, dopodichè lo stende senza guardare il pallone, che rotlo fuori con giampiero dolorante. nessuna scusa, nessuna mano tesa. Giampiero si alza e lo spinge. Chiede spiegazioni in tono vivace. Due degli avversari gli vanno incontro, uno lo prende per il collo con due mani.
"Questo NO!". Il 14 si alza e si fa tre quarti di campo, arriva in zona rissa e rifila un ceffone a uno dei due, andando a cercare di dare il resto anche all'altro. Sono alti un bel po', ma magri e probabilemnte ventenni da un paio d'anni. Tanto basta, comunque, per cercare di fare i padroni a casa di Giampiero e del 14, che si chiama Gerardo.
Il resto è una pagina scritta a matita in attesa di una botta d'inchiostro. Rosso per me e per uno dei due lunghi. Doccia solitaria tra gli sguardi straniti dei compagni di squadra, rimbrottone del mister e tanta, tantissima incompresione.
Lo rifarei.